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itinerario :Il Marchesato di SaluzzoDimore trecentesche, chiese barocche e piccole cappelle ricche di tesori d'arte: questa è Saluzzo, capitale di un Marchesato rinascimentale.
Dal Monviso, visibile da Torino e da buona parte del Piemonte, si
snodano valli dal fascino discreto, anche se un po' defilate dalle
rotte del turismo alla moda, e sono custoditi capolavori d'arte
rinascimentale come la "Castiglia" di Saluzzo, oppure
bellezze medievali come l'Abbazia di Staffarda. Si può partire da Cavour, paese abitato già in epoca anteriore alla conquista dei romani e arricchito, proprio ai piedi della caratteristica rocca che si alza in mezzo alla pianura, dall'Abbazia di S. Maria, di cui rimangono il campanile e la cripta a tre navate. Lungo la strada che porta a Saluzzo, si incontra l'Abbazia di Staffarda, gioiello cistercense fondato nel XII secolo, inconfondibile nel suo isolamento ai piedi delle montagne. La città di Saluzzo non è lontana, e si può gustarne prima la parte bassa, passeggiando tra le vecchie vie e le curate vetrine, poi la parte alta, dove sorge Casa Cavassa con le sue sale affrescate e il Museo civico. A pochi chilometri in direzione di Cuneo si incontra
Manta con il suo castello celebre per i suoi affreschi. Volendo si
può proseguire per Verzuolo e di lì imboccare la ridente Val Varaita
che sale fin sotto il Monviso. itinerario :Arte e natura del Monregalese e CuneeseSovrasta il complesso la chiesa abbaziale romanico-gotica, al cui interno si trovano altorilievi romanici e affreschi del XV e XVI secolo.
Le Alpi, che sovrastano la città di Mondovì, sono montagne talvolta aspre e selvagge, talvolta morbide e tranquille. Mondovì, da cui parte questo itinerario tra arte e natura, è come una collina di mezzo tra monti e pianura, e il vecchio borgo costituisce un notevole belvedere. Nelle giornate limpide lo sguardo spazia su tutto l'arco alpino occidentale, dall'Argentera al Monviso, dal Rocciamelone al Monte Rosa, dalle Langhe all'Appennino Ligure. Dalla città di Mondovì si raggiunge in breve il Santuario di Vicoforte, chiesa monumentale tra le più importanti del Piemonte. Un'immersione nell'arte sacra prima di prendere la via delle montagne e, da Chiusa Pesio, infilarsi nel solco vallivo che ospita il Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro. Prima che la carrozzabile lasci il posto ai sentieri per gli escursionisti, che possono raggiungere gli altopiani carsici del Marguareis attraversando un raro bosco di abeti bianchi e, volendo, possono pernottare nell'accogliente rifugio Garelli, si incontra la silenziosa Certosa di Pesio, complesso fondato dai monaci certosini nel 1173. Ancora oggi è possibile pernottare (senza far rumore) e immergersi nell'atmosfera meditativa che ha segnato secoli e secoli di vita religiosa all'ombra delle montagne. Ritornando sui propri passi, si raggiunge il paese di Peveragno (noto per la produzione delle fragole) e si punta verso Cuneo, il capoluogo della "Provincia Granda" caratterizzato da una lunghissima teoria di portici. Il nome deriva dalla geometria a forma di cuneo, infilato tra la Stura di Demonte e il Torrente Gesso. Imboccando proprio la valle del Gesso e raggiungendo Valdieri, si può infine visitare il Parco Naturale delle Alpi Marittime, il più esteso del Piemonte, recentemente gemellato con il vicino parco francese del Mercantour. itinerario : Terme, ori e aironiTra Piemonte, Liguria e Lombardia, l'Alessandrino custodisce luoghi, paesaggi, architetture sparsi su un territorio pianeggiante, via via più mosso mentre si scende verso l'Appennino Ligure.
Il Piemonte, lo dice il nome stesso, nasce come regione subalpina e
poi degrada verso la Pianura Padana, superati i rilievi importanti del
Monferrato e delle Langhe. C'è un certo contrasto tra il carattere austero delle Alpi e dei massicci prealpini e la distesa uniformità paesaggistica dell'Alessandrino, caratterizzato a nord della piana alluvionale del fiume Po, oggi protetto da numerose riserve naturali (Parco Fluviale del Po - tratto Vercellese - Alessandrino), e a sud dalle colline e dai borghi che anticipano i rilievi dell'Appennino Ligure. I punti forti dell'Alessandrino sono sparsi qua e là, dagli ori di Valenza ai castelli di Ovada, dalla fortezza di Gavi alle Abbazie di Rivalta Scrivia e Bosco Marengo, fino al centro termale di Acqui. L'itinerario inizia da Valenza Po, la capitale mondiale dell'alta gioielleria (tradizione nata verso la fine dell'Ottocento), e prosegue con Alessandria, il capoluogo di Provincia. Una città tipicamente militare, tutta circondata dagli spalti, con la Cittadella a testimonianza degli antichi assedi. Proseguendo verso sud si trova la Riserva Naturale Torrente Orba dove durante il periodo primavera-estate nidificano uccelli coloratissimi, come il gruccione e il martin pescatore. Continuando sempre verso sud si raggiungono Bosco Marengo, con il tempio tardo rinascimentale di Santa Croce, e la chiesa di Santa Giustina a Sezzadio. Passando per Cassine, si raggiunge la cittadina di Acqui Terme, importante centro termale fin dai tempi dei romani. Il borgo fortificato di Gavi si trova più a est, tra le due autostrade che scendono a Genova, non lontano dal Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo. Lo si raggiunge passando per Ovada e i suoi castelli, poi tra borghi e colline. Siamo già nella terra di mezzo tra la Pianura Padana e l'Appennino Ligure. itinerario : Il Biellese e la religiositàAntichissima meta di pellegrinaggi spirituali provenienti dal Piemonte e Valle d'Aosta, il Biellese è terra di Santuari e immagini religiose: tra tutte la famosa Passione di Sordevolo.
E' una terra particolare, il Biellese, caratterizzato dai grandi stabilimenti tessili ai piedi delle montagne e dai grandi santuari sulle prime pendici delle Alpi Biellesi. Poche zone delle Alpi presentano una tale concentrazione industriale, che oggi si traduce spesso in una sorta di memoria archeologica, ma l'attività tessile non ha mai cancellato né i segni del paesaggio modellato dall'uomo (splendidi i giardini della Riserva Naturale Speciale Parco Burcina), né le testimonianze della devozione religiosa. Da Biella, di cui si consiglia vivamente la visita della città alta accessibile con la funicolare, si raggiunge in 16 chilometri il Santuario di San Giovanni d'Andorno a Campiglia Cervo, centro turistico della valle. Meta successiva è il grandioso Santuario di
Oropa, ai piedi del Monte Mucrone. Si scende a Pollone, patria di personaggi importanti come Padre De Agostini e Pier Giorgio Frassati, dove si può visitare il giardino della Riserva Naturale Speciale Parco Burcina (si consiglia la seconda metà di maggio), filantropica donazione della famiglia Piacenza proprietaria del pregiato lanificio. Da Pollone, proseguendo verso ovest, si raggiunge infine il Santuario di Graglia, dedicato alla Madonna di Loreto e costruito tra il 1600 e il 1700 in un luogo aperto e panoramico. Da Graglia si dominano la pianura biellese, la Serra di Ivrea e, se la giornata è limpida, la pianura torinese fino al Monviso. Le Riserve Naturali La Bessa e Le Baragge offrono possibilità di passeggiate a cavallo e percorsi ciclabili, dove rilassasi a contatto con la natura. itinerario : I castelli del CanaveseUn paesaggio allietato da antichi borghi, vigne e campi coltivati, tra le valli del Gran Paradiso e la Dora Baltea, in vista della Valle d'Aosta.
Il Canavese forma come un ampio anfiteatro subalpino tra le valli
del Parco Nazionale del
Gran Paradiso e la Dora
Baltea, le cui ali sono costituite dagli apparati morenici che segnano
lo sbocco della Valle d'Aosta a nord e della Valle di Susa a sud. Ivrea è facilmente raggiungibile con
l'autostrada Torino-Aosta o con la "bretella" Santhià-Ivrea.
I palazzi e le tortuose vie ne fanno la capitale storica del Canavese,
che ogni anno si ritrova in piazza per il Carnevale delle arance,
mentre a sud sorgono gli stabilimenti novecenteschi e gli uffici dell'Olivetti.
La Dora Baltea, che scorre incassata, ne accentua il carattere di città
austera e subalpina. Nei pressi di Baldissero Canavese si trova la Riserva Naturale dei Monti Pelati e Torre Cives dove, dopo una breve passeggiata nel bosco, si raggiunge una torre del XII secolo, che sovrasta la pianura. Seguendo le indicazioni per Valperga si giunge alla Riserva Naturale Sacro Monte di Belmonte, con il Santuario posto sulla sommità di una collina che si affaccia sulla pianura canavesana. Proseguendo si giunge ad Agliè, dove castello e parco spiccano inconfondibili, in alto sul paese. Rivarolo e l'omonimo castello non sono lontani, e anche in questo caso l'edificio merita una visita così come il parco, oasi di verde quasi nel cuore della cittadina canavesana. Il paese e il castello di San Giorgio si trovano più a est, verso le colline moreniche, e ancora più a est si incontra lo specchio malinconico del Lago di Candia, nei pressi di Caluso. Attraversata la Dora si raggiunge infine Caravino con il castello di Masino, ricostruito nel Settecento, che conserva le grandi sale affrescate e gli stemmi della famiglia Valperga.
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